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Thread: No more 2 strokes.

  1. #1
    apriliaforum Member Mcknigha's Avatar
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    No more 2 strokes.

    I know I don't post much but I think this is worth posting. There are no more two strokes in MotoGP. This makes me sad. I love the sound of them and I love the way my RS 250 rides. I just wish this era would not end.

  2. #2
    apriliaforum Member panosrs's Avatar
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    panosrs
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    Motogp died along with the two strokes.
    RIP Moto gp.
    3 factories, 5 competitive bikes, 100 useless grid filler CRT teams, moto2/3 H***a cup slower than the 250's.
    Bring back the two strokes...

    Chi "mangia" il Motomondiale? La crisi o la Dorna?
    Dopo il forfait della Suzuki, la MotoGP 2012 vedrà al via solamente tre Case ufficiali: Honda, Yamaha, Ducati. Anche il motociclismo non sfugge alla tenaglia della crisi economica internazionale che colpisce pure il Mondiale SBK e non lascia indenni i campionati di ogni livello e specialità. Il livello generale si abbasserà: minore spettacolo, quindi minore interesse da parte di media, pubblico, sponsor.

    Il Motomondiale paga di più il peso della crisi perché la rivoluzione imposta dalla Dorna al massimo campionato iridato nato nel 1949 mostra oggi i suoi limiti. Di fatto si è puntato tutto sulla classe regina, cioè la MotoGP, alias Moto uno. Eliminate prima la 250 poi la 125 e devitalizzate la Moto 2 e la Moto 3 (intese poco più come classi monomarca depotenziate sul piano tecnico-tecnologico e su quello dei Marchi delle Case) per convogliare tutto l’interesse - e i soldi - su una sola classe regina, oggi senza più corona.

    Se questa categoria non raccoglie il fior fiore di Marche e piloti mondiali, non riesce a fare da traino, il volano rallenta e tutta l’impalcatura ne risente e rischia di crollare. In altre epoche di crisi la massima cilindrata (500) è andata in pista con una sola Casa ufficiale (MV Agusta) guidate da uno-due piloti. Come reggeva il motomondiale? Con una 500 dove era scontato il vincitore (sempre un fuoriclasse che lottava contro se stesso battendo i record della pista) ma non il podio, per il quale lottavano 40 piloti con moto inferiori ma di almeno dieci Marche prestigiose. Soprattutto reggeva perché lo spettacolo, anche sul piano tecnico-tecnologico, era offerto dal ventaglio di cilindrate: 50, 125, 250, 350, tutte su un piano di pari dignità fra loro e con la 500.

    Negli ultimi anni la 250 e la 125, considerate parenti povere della MotoGP, venivano “penalizzate” anche nella suddivisione degli spazi nel paddok e nei box! Non è stata per anni la 250 la vera classe regina del motomondiale? Insomma, nella 500 Hocking, Hailwood, Agostini facevano spettacolo anche da soli e la MV Agusta era incontrastata e applaudita regina mondiale. Ma la gente si assiepava sui circuiti dal mattino presto perché alle 9 partiva una 50 strabiliante, alle 10 una 125 che finiva con 5-8-10 piloti in fotofinish, e così era per la 250 ecc. Cioè lo spettacolo veniva spalmato e un Angel Nieto, un Tarquinio Provini, un Renzo Pasolini avevano la stessa dignità di un Agostini. Oggi è così?

    Se nel campo resta una sola pianta e quella non regge alla bora, quali frutti raccogli? Più o meno, siamo in questa situazione. Nessuna nostalgia, per carità! Nessuno vuole tornare a un passato oggi improponibile. La realtà è che siamo passati da un motomondiale con 30 Marche ufficiali (mai meno di dieci nella stessa stagione) a … tre. Forse, dal passato qualche lezione si poteva trarre: in quella lezione sta la base per una proposta alternativa all’attuale motomondiale. Spetta a chi gestisce il giocattolo, tradurla.

    La strada imboccata dalla DORNA, con la complicità della FIM, sta portando le corse in un vicolo cieco. Regge un “Circus” di super circuiti, super paddok, super hospitality, super calendario, super sponsor incentrato su due-tre Case? Basta spostare le gare nei Paesi emergenti per sfuggire alla crisi? Il rischio non è solo quello di abbassare le luminarie, ma di chiudere baracca e burattini. Il confronto è aperto. La parola agli appassionati, i veri “titolari” della ditta “motomondiale”.

  3. #3
    apriliaforum newb
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    It is sad to see that they don't use the potential the two stroke engine has ... but i guess its all marketing, now they have the 600 cc and the 1000 cc bikes in the moto 2 and moto gp competitions because those are the bikes that they sell most, and they started with the moto3 single 250 cilinder because of the same reason, thats what they want to sell to the newcommer biker. If they wold invest that much money in two strokes we would see some real monster bikes on the track, ow well, the two stroke era is dead, LONG LIVE THE TWO STROKE ENGINE! We will keep it alive! Once you ride a two stroke you will never be the same.

  4. #4
    apriliaforum Junkie
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    Its easy to understand - its all Honda's fault, sorry to our Japanese members.
    Honda dictate the rules and this is what we end up with.
    Only 3 or 4 capable of winning, they have made a big mess. How can the new four strokes be more cost effective.
    Honda cup in Moto 2 and well Moto 3, what can you say.
    WSB is for and to promote road bikes, not Moto GP

  5. #5
    apriliaforum newb
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    Miket1964 you are 100% accurate. But i belive that the 250cc 600cc and 1000cc were not chosen accidentaly, it is a marketing thing, they promote these numbers because theese are the numbers that sell the most ...

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